Natale 2022

13.12.2022

 Fra pochi giorni è Natale, per me organista è un momento molto intenso, il perché ve lo spiego con questo breve articolo.

Sono passati oltre 2000 anni, eppure questa festività riesce ancora ad infondere amore, commozione e ricordi alle persone, per me è il tempo dove, nel silenzio e nel buio delle chiese, posso raccogliermi a meditare aiutato dalla musica.

In mio aiuto vengono in soccorso le pastorali, composizioni molto antiche che si sono ispirate proprio alle musiche degli zampognari, pensate che un sacerdote del 1800, tale Felice Moretti, conosciuto come padre Davide da Bergamo, soleva ascoltare gli zampognari per molte ore, poi cercava di riprodurre sul suo splendido organo Serassi di Santa Maria in campagna, vicino a Piacenza, queste musiche che i fedeli accorrevano ad ascoltare raccogliendosi in preghiera.

Ma andiamo per ordine, prima di padre Davide abbiamo avuto numerosi musicisti, pensiamo ad esempio a Frescobaldi con il capriccio pastorale, oppure al gesuita Zipoli, con la pastorale in tre movimenti, Pasquini scrive una introduzione e pastorale, anche Bach in gioventù si cimenterà in una Pastorella di 4 movimenti, ma come non ricordare i famosi Noël francesi, composti traendo ispirazione dalle canzoni popolari natalizie ed elaborati su strumenti ricchi di colori quali cornetti, flauti e ance oltre alle numerose tastiere che permettono all'esecutore varie gradazioni e contrasti sonori.

Sempre in Francia, troviamo Dubois che, nella sua Marche des rois mages, tenendo una nota acuta, vuole simulare la stella cometa che guida il loro cammino.

Altre pagine di notevole bellezza le troviamo in Franck con la Pastorale op.19, Lefébure-Wely con la sua Scène pastoral pour une inauguration d'orgue, oppure le impressioni natalizie , «viste» da Langlais nella Rhapsodie sur deux Noëls, Noël avec variations, Noël breton, Il est né le Divin Enfant e Litaize con le Variations sur un Noël angevin, e il suo Noël basque, entrambi erano ciechi.

Per concludere questo percorso musicale organistico natalizio, ho pensato a Olivier Messiaen con:
La Nativité du Seigneur (1935), il Natale è descritto musicalmente evidenziando i principali aspetti teologici del mistero: la nostra predestinazione, che si realizza nell'incarnazione (3), Desseins éternels, il Dio che viene e vive fra noi (9), che soffre (7); Le nascite, fondamentalmente sono tre: quella eterna del Verbo (con un Leitmotiv che richiama le poderose trombe del Giudizio universale di Michelangelo), quella temporale di Cristo e quella spirituale dei cristiani (i brani corrispondono ai brani n. 4, 1, 5).

Il significato teologico dei nove pezzi è un omaggio alla maternità di Maria. Infatti ad essa vengono dedicati il primo e l'ultimo. A seguire, i personaggi del presepio: i pastori (nel canto di lode), gli angeli (una sorta di Danza del Paradiso che vuole esprimere la grande gioia).

Il primo fascicolo è una grande meditazione teologico-musicale sul senso profondo della nascita, il secondo medita i dieci comandamenti, la forza della Parola e il privilegio di diventare "figli di Dio". Il terzo fascicolo ruota attorno a Gesù che accetta la sofferenza (in particolare la sofferenza, espressa con contrasti armonici crudi, quasi colpi di sferza), sfociando alla fine sull'accordo maggiore, prospettiva della Risurrezione. Infine, nel quarto fascicolo, si realizza musicalmente, con massima efficacia, la kénosis (svuotamento), legame incarnazione-morte in croce. Messiaen utilizza la figura retorica della catàbasi (disegno melodico discendente) in Dieu parmi nous.

Andrea Schiavio


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